MODELLO OPERATIVO

Per poter rendere il lavoro con il Cavallo un valido ausilio riabilitativo, è necessario agire attraverso protocolli definiti e rigidi, tipici dell’ambito socio-sanitario.

Obiettivo del Protocollo

Il nostro primo obiettivo è l’inquadramento diagnostico accurato dei soggetti, a cui segue la presa in carico, la strutturazione di un progetto individualizzato, la verifica periodica dei risultati raggiunti con progressivo adeguamento ed integrazione del tipo di intervento, che potrà essere di tipo EDUCATIVO – RELAZIONALE – TERAPEUTICO.

I tempi del Protocollo

I tempi dell’intervento riabilitativo non possono essere standardizzati, si configurano come intensi e prolungati con momenti antitetici: spinte progressive alternate a resistenze al cambiamento, fasi di progresso e regresso. La cadenza  – come il ritmo del lavoro  – si delineano caso per caso, lungo la strada, durante il percorso, nel rispetto delle potenzialità del soggetto.

In questa  ottica, il nostro PROTOCOLLO DI INTERVENTO prevede una presa in carico degli utenti prolungata nel tempo, strutturata in varie fasi:

I fase del Protocollo

Valutazione iniziale con inquadramento diagnostico tramite: colloqui individuali, indagine familiare, contatti con il medico e/o psicoterapeuta del soggetto, valutazione ortopedica, neurologica e psicometrica adeguata alle possibilità del soggetto.

In seguito il Medico Responsabile di Progetto istituisce per ogni utente una cartella sanitaria mirata al lavoro con il cavallo e l’equipe struttura un Progetto Riabilitativo Individualizzato, inserito in una delle aree di lavoro.

II  fase del Protocollo

Questa fase si caratterizza per il lavoro diretto in maneggio, sia a cavallo che in scuderia, con monitoraggio e calibrazione continua del Progetto Riabilitativo, tramite riunioni d’equipe settimanali.

III  fase del Protocollo

Questo step è caratterizzato da Controlli Clinici  –  valutazioni di controllo periodiche a distanza di 6 -12 mesi una dall’altra.

IV  fase del Protocollo

Si elaborano le Valutazioni di Termine Progetto, sia cliniche che psicometriche.

In funzione degli obiettivi riabilitativi,  il lavoro in campo può passare attraverso tre gradi di complessità, applicabili a seconda delle patologie che si incontrano:

  • Spazio non strutturato: chiacchiere, giochi, iniziative spontanee del soggetto.
  • Spazio semi-strutturato: in cui si definisce il tipo di attività, ma la partecipazione ad essa è libera, dall’avvicinamento al cavallo, all’accudimento dello stesso in maneggio e nel box.
  • Spazio strutturato: in cui si lavora in un luogo specifico con tempi fissi ed obiettivi determinati e progressivamente impegnativi con sedute individuali, lavori in gruppo, attività di volteggio, realizzazione di percorsi a cavallo definiti e memorizzati.

Insieme alle attività in campo, abbiamo la possibilità di consolidare le esperienze apprese dagli utenti, attraverso la partecipazione a laboratori paralleli specifici, gestiti da nostro personale qualificato, come specificato in altre sezioni.

AREE DI INTERVENTO

Area psichica/psichiatrica – area psiconeuromotoria – area relazionale – area cognitiva – area dei disturbi affettivi.

Il singolo utente può partecipare a progetti nelle varie aree, a seconda della patologia emergente, ma è nostro obiettivo, a fine percorso presso il nostro centro, che l’utente abbia sperimentato le varie aree, affinchè, grazie al lavoro con il cavallo, possa portare fuori,nella vita di tutti i giorni, la propria autonomia e i propri affetti.