La Riabilitazione Equestre: la voce dell’esperto

Cavalli al Sole 2018 - CRE G. De Marco ONLUS

Parlare di Riabilitazione significa addentrarsi oggi in un campo che, negli ultimi 20 anni, ha visto il mondo della Medicina  virare totalmente la propria ottica, spostandosi da una visione diretta sulla patologia ad una visione globale di attivazione e recupero dell’individuo purtroppo portatore di un qualsivoglia deficit funzionale che ne infici il benessere.

La Riabilitazione si apre a nuove attività

Ci si è così aperti – anche nella Riabilitazione – a molteplici attività nei vari settori dell’agire umano, utilizzabili e fruibili dai portatori di handicap, dall’art-therapy alla drammatizzazione, alla cinematerapia per citare alcuni campi prima considerati off-limits.

All’interno di questo percorso, un ruolo sempre più importante sono andati via via assumendo gli Interventi Assistiti dagli Animali, compagni fedeli ed antichi dell’uomo sia nel lavoro che nella compagnia, fino a giungere nel 2015 alla promulgazione da parte del Ministero della Salute, tramite un Accordo Stato-Regione, di Linee Guida specifiche di lavoro in ambito sanitario con l’utilizzo di animali.

Vale dunque la pena fare una breve disamina sullo stato dell’arte attuale per ciò che riguarda la Riabilitazione Equestre. Oggi nessuna attività, che voglia rivolgersi all’aiuto di persone disabili, può essere affidato al caso o alla buona volontà di alcuni professionisti, ma deve essere inquadrato e regimentato in una  regolamentazione strettamente definita dallo Stato.

Nello specifico, attraverso le linee guida ministeriali sulla Riabilitazione ( 07.05.98) troviamo che:

La Riabilitazione e i suoi obiettivi

“E’ un processo di soluzione dei problemi e di educazione nel corso del quale si porta una persona disabile a raggiungere il miglior livello di vita possibile sul piano fisico, sociale ed emozionale, con la minor restrizione possibile delle sue scelte operative, pur nell’ambito della limitazione della sua menomazione e della qualità di risorse disponibili. Processo che deve coinvolgere la famiglia ed il suo ambiente di vita”

E ancora, troviamo esattamente definite le modalità operative.

L’intervento riabilitativo deve essere finalizzato verso quattro obiettivi:

  1. Il recupero di una competenza funzionale che, per ragioni patologiche, è andata perduta;
  2. l’evocazione di una competenza che non è comparsa nel corso dello sviluppo;
  3. la necessità di porre una barriera alla regressione funzionale cercando di modificare la storia naturale delle malattie cronico degenerative riducendone i fattori di rischio e dominandone la progressione;
  4. la possibilità di reperire formule facilitanti alternative.
Dott.ssa Assunta Papa, Pschiatra

E ancora mi piace riportare direttamente uno stralcio della normativa, per capire quanto sia puntuale  l’impegno e l’attenzione alla salute che tutti, sanitari e non, debbano mettere nell’aiuto ai nostri consimili meno fortunati.

Il processo riabilitativo coinvolge anche la famiglia del soggetto e quanti sono a lui vicini. Di conseguenza, il processo riabilitativo riguarda, oltre che aspetti strettamente clinici anche aspetti psicologici e sociali. Per raggiungere un buon livello di efficacia qualsiasi progetto di riabilitazione, per qualsiasi individuo, deve quindi essere mirato su obiettivi plurimi, programmati in maniera ordinata, perché l’autonomia raggiungibile nei diversi ambiti possa tradursi in autonomia della persona nel suo complesso e comunque in una migliore qualità, della vita della persona.”

L’efficacia della Riabilitazione

Un progetto riabilitativo quindi, perché possa avere una validità ed efficacia riconosciuta, dovrà dunque rispettare alcune condizioni fondamentali, sia esso un progetto individuale o realizzato all’interno di una struttura dedicata.

All’interno di  un progetto riabilitativo individuale andranno strettamente definiti:

  • ruolo dell’équipe riabilitativa,
  • obiettivi a breve, medio e lungo termine,
  • i tempi previsti,
  • le azioni e le condizioni necessarie al raggiungimento degli stessi.
Iscriviti! A soli €60 al mese.
Iscriviti! A soli €60 al mese.

Altrettanto, all’interno della struttura dedicata, dovrà attentamente essere seguita una programmazione che tenga conto:

  • della disponibilità e dell’organizzazione degli spazi
  • del lavoro
  • delle modalità operative
  • garantire una idonea funzione di supporto

Partendo da queste direttive ministeriali tanto si è fatto negli ultimi 20 anni, facendo sì che le strutture che erogano servizi sanitari riabilitativi rispettassero i parametri imposti.

Gli Animali in campo sanitario: un aiuto a 360°

L’utilizzo degli animali in campo sanitario non è stato da meno. Da anni noi che ci occupiamo di Salute sappiamo quanto sia efficace l’ausilio di un animale in tante patologie che incontriamo ogni giorno nella pratrica clinica, e non mi riferisco esclusivamente alle patologie psichiche, ma anche ai danni neurologici, agli esiti ictali, agli stati post-comatosi, alle patologie ortopediche, così come, in ambito più generale e relazionale, al recupero e/o potenziamento di funzionalità in soggetto disagiati o socialmente svantaggiati.

Spesso però, i Centri che hanno attuato gli Interventi Assistiti da Animali, hanno considerato solo a latere le indicazioni succitate sulle norme riabilitative.

Eppure, a comprova dell’efficacia terapeutica del lavoro con animali, in particolare con il Cavallo, fin dagli anni ’70 del secolo scorso, opera in Italia un’Associazione che si occupa specificamente di Riabilitazione Equestre, l’A.N.I.R.E., con sede centrale a Milano e centri affiliati su tutto il territorio nazionale, arrivando addirittura a far riconoscere a livello ministeriale un Metodo Riabiulitativo Specifico, il MGRE.

Si è giunti dunque con fatica a riflettere ed identificare chi e come possa eseguire oggi la Terapia Assistita da Animali e come deve essere strutturata.

Il 5 marzo 2015 il Governo ha sancito un accordo ((art. 4 del D.lgs. n. 281/1997) con le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano producendo un  documento recante le “Linee guida nazionali per gli interventi assistiti con gli animali (IAA)”.

Questo documento, che legittima la valenza della Terapia con Animali come disciplina e ne riconosce la valenza riabilitativa, è stato finalmente recepito da tutte le regioni. Le linee guida nazionali rendono inoltre omogenea la normativa creando un modus operandi comune a tutto il territorio, un grande passo avanti per questa disciplina che, in questo modo, può crescere e rifinire le proprie tecniche grazie ad un impegno sostenuto da tutte le esperienze nazionali e supervisionato dalle regioni.

Le linee guida in sostanza  normano gli elementi fondanti e il funzionamento del lavoro con gli animali, definendo tutte le modalità di svolgimento della terapia, le fasi di progettazione, i professionisti coinvolti, le strutture abilitate, gli animali adeguati e i percorsi formativi necessari per operare, ai vari livelli, in questo settore.

A tutt’oggi tutte le Regioni Italiane hanno recepito le Linee Guida.

GLI INTERVENTI ASSISTITI CON ANIMALI

All’interno dell’ampia e vecchia definizione di Pet Therapy oggi si trovano tre modelli di Interventi Assistiti con gli Animali (IAA): sono tutti interventi che hanno “valenza terapeutica, riabilitativa, educativa e ludico-ricreativa e prevedono l’impiego di animali domestici” e, nonostante possano essere rivolti anche ad individui sani, si indirizzano prevalentemente a persone con disturbi della sfera fisica, neuromotoria, mentale e psichica. In base al tipo di attività da svolgere gli IAA si suddividono in:

Iscriviti! A soli €60 al mese.
Iscriviti! A soli €60 al mese.

TAA, Terapia assistita con animali:  un intervento a scopo terapeutico che mira “alla cura di disturbi della sfera fisica, neuro e psicomotoria, cognitiva, emotiva e relazionale, rivolto a soggetti con patologie fisiche, psichiche, sensoriali o plurime, di qualunque origine.” Per poter attivare una TAA personalizzata è necessaria una prescrizione medica da parte del medico di medicina generale, in collaborazione con il medico specialista e lo  psicologo, ove sia necessario, al fine di tener conto di tutte le necessità e/o problematiche specifiche del paziente;

EAA, Educazione assistita con gli animali: un intervento di tipo educativo che ha lo scopo di “promuovere, attivare e sostenere le risorse e le potenzialità di crescita e progettualità individuale, di relazione ed inserimento sociale delle persone in difficoltà”. Questo tipo di attività può essere svolta sia singolarmente che in gruppo ed ha lo scopo di promuovere l’autostima del soggetto e migliorarne la qualità della vita.

AAA, Attività Assistita con gli animali: un intervento più lieve che ha “finalità di tipo ludico-ricreativo e di socializzazione attraverso il quale si promuove il miglioramento della qualità della vita e la corretta interazione uomo-animale”. Anche l’AAA, come l’EAA, può essere svolta in gruppo o singolarmente, ha come scopo la stimolazione alla partecipazione e la disponibilità comunicativa e relazionale oltre ad una stimolazione sensoriale ed emozionale del paziente.

EQUIPE MULTIDISCIPLINARE –  Per gestire e regolare i processi e lo svolgimento di tutti gli IAA, in particolare per i TAA e gli EAA, preliminarmente alla terapia viene coinvolta un’equipe multidisciplinare che comprende vari professionisti (sanitari e non) e operatori, che deve collaborare nella progettazione e realizzazione dell’intervento.

Per ogni IAA dovranno far parte dell’equipe un medico veterinario specializzato in IAA e il coadiutore dell’animale, che ha la responsabilità dell’animale durante le sedute. Per le TAA e EAA ai professionisti visti sopra si affianca inoltre un referente di intervento, che prende in carico la persona per verificare il raggiungimento degli obietti di progetto.

DOVE EFFETTUARE LE IAA – In base alle linee guida governative “gli IAA possono essere erogati sia presso Centri specializzati che presso altre strutture pubbliche o private che, oltre ad essere in regola con tutte le norme vigenti (amministrative, edilizie, sanitarie, ecc.), rispondono a requisiti strutturali e gestionali correlati alla tipologia di intervento erogato e alla specie animale impiegata“ . Tutte le strutture, specializzate e non, nelle quali è possibile svolgere IAA devono essere in possesso del nulla osta rilasciato dalle Autorità sanitarie territorialmente competenti che garantisce l’esistenza di requisiti strutturali minimi per il sereno svolgimento delle attività come, ad esempio, un locale o area per familiari e accompagnatori; delle aree di riposo e di igiene per gli animali e un locale ad uso infermeria veterinaria. Ogni centro specializzato o struttura non specializzata, così come le figure professionali e gli operatori, che desiderano occuparsi dell’erogazione di IAA devono inoltre essere iscritti ad elenchi regionali.

IAA A DOMICILIO – Gli IAA possono essere svolti anche presso strutture non specializzate di vario tipo (ospedali, poliambulatori, case di riposo, case famiglia, istituti scolastici ecc) e, nell’ambito di programmi di assistenza domiciliare integrata, presso il domicilio dell’utente. É importante ricordare che tutte le figure professionali che non eseguono stabilmente questo tipo di interventi presso centri specializzati o strutture riconosciute devono obbligatoriamente registrarsi presso l’azienda sanitaria territorialmente competente.

TIPOLOGIE DI ANIMALI –  A seconda dell’intervento assistito da svolgere può essere individuata una specie di animale domestico tra: cane, gatto, coniglio, cavallo e asino. Nei casi eccezionali in cui si renda necessario l’utilizzo di un animale di specie diversa da quelle elencate è possibile fare richiesta di valutazione del progetto al CRN IAA, sentito il Ministero della Salute. Per ogni animale un medico veterinario, eventualmente coadiuvato da un gruppo di colleghi, è tenuto a valutare l’osservanza di alcuni requisiti sanitari e comportamentali, che devono essere mantenuti durante tutto il periodo d’intervento.

IL BENESSERE DELL’ANIMALE –  Salvaguardare e monitorare la condizione di benessere degli animali che sono utilizzati per gli interventi, sia durante le sedute di trattamento che nei periodi di inattività, è un requisito fondamentale individuato dalle linee guida sulla pet therapy, ed è garantito da visite cliniche e comportamentali continue, durante le quali deve essere registrato qualsiasi cambiamento fisico, fisiologico e/o comportamentale

La Nostra Equipe Multidisciplinare - CRE G. DE Marco ONLUS
La Nostra Equipe Multidisciplinare – CRE G. De Marco ONLUS

Spero di essere riuscita a far comprendere con queste riflessioni quanto oggi sia importante essere attenti all’utilizzo di buone prassi e “ pensiero direzionato e dedicato” per poter giungere ad ottenere un risultato efficace in ambito riabilitativo.

Per concludere  queste brevi considerazioni  e chiudere il cerchio ideale che abbraccia chi intraprende un percorso di Terapia mediata da un Animale,  mi piace citare ancora una volta le linee guida ministeriali che  indicano la cronologia di un intervento riabilitativo.

“L’intervento riabilitativo ha inizio nel momento  stesso in cui il danno si instaura. Il termine è definito da un accurato bilancio tra la stabilizzazione degli esiti e la presenza di potenzialità di recupero“.

 

E’ oggi dunque compito di noi medici e di tutti quelli che hanno a cuore la SALUTE di un individuo, fare quanto nelle nostre capacità e competenze per ridurre il tempo di presenza di un danno acuto al benessere di un individuo e raggiungere al più presto un equilibrio il più possibile soddisfacente per la persona e per il contesto nel quale vive, e i nostri amici a quattro zampe sono collaboratori preziosi ed affidabili sempre disponibili e soprattutto liberi dai pregiudizi che spesso accompoagnano noi umani nell’avvicinarci ad una persona con difficoltà.

 

Dott.ssa Assunta Papa

Specialista in Psichiatria

Direttore Sanitario CRE Girolamo de Marco Onlus

Responsabile di Progetto IAA

Referente di Intervento IAA

 

 

Assunta Papa

Leave Comment