Le Patologie dell’Età Evolutiva nella Terapia Assistita dal Cavallo (TAC)

Martina De Angelis NeuroPsicoMotricista dell'Età Evolutiva

Il termine Terapia Assistita dal Cavallo (TAC) si riferisce ad un intervento che fa uso del cavallo a scopo terapeutico e che mira alla riabilitazione di disturbi della sfera fisica, neuro e psicomotoria, cognitiva, emotiva e relazionale, rivolto a soggetti con patologie fisiche, psichiche e sensoriali di qualunque origine.

Con nessun altro animale l’uomo ha strutturato un rapporto più intensamente emotivo, affettivo e di condivisione esistenziale e simbolica come con il “proprio cavallo” che viene considerato uno dei migliori amici.

Il cavallo ha accompagnato l’uomo per secoli nelle sue battaglie, nelle sue conquiste, non in forma passiva, ma con coraggio, caparbietà, costanza, sicurezza, mansuetudine, sensibilità, tolleranza, semplicità, umiltà e soprattutto una spiccata intelligenza.

Ad esso sono state legate qualità quasi umane e caratteristiche dichiaratamente psicologiche. Proprio per questo il cavallo è stato scelto anche per attivare una applicazione terapeutica nella quale ha dimostrato doti specifiche e rilevanti:

  • comunicare un’affinità  con  il  cavaliere  e  dimostrare  la  capacità  di  attivare un approccio differente a seconda della persona che lo cavalca e, soprattutto, se quest’ultima è debole ed insicura, come appunto succede con i bambini e i disabili;
  • accettare con tranquillità e con una spiccata sensibilità le necessità e le limitazioni dei pazienti anche quando i comandi non sono del tutto adeguati;
  • rispettare il bambino che gli sta in groppa ed evitare, quasi con intelligenza, situazioni di pericolosità, anche se questo può risultare fastidioso per lui se non addirittura molesto;
  • esprimere il proprio stato d’animo, le proprie opposizioni e rifiuti, ma sempre con tolleranza e responsabilità;
  • dimostrare curiosità e partecipazione attentiva, provocando le stesse risposte anche nei cavalieri.

Queste doti caratteristiche sono state sufficienti per giustificare per il cavallo la qualifica di valido terapeuta o co-terapeuta in un’attività tanto complessa come è quella del trattamento rieducativo e riabilitativo dei disabili. L’approccio con le difficoltà ha portato a coniare il termine di “disabilità” che viene riferito  a qualsiasi restrizione o carenza funzionale conseguente a menomazioni specifiche o al loro mancato sviluppo.

Iscriviti! A soli €60 al mese.
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Vi sono diversi tipi di disabilità:

  • sensoriale,
  • percettiva,
  • emotiva,
  • adattivo-affettiva,
  • espressivo-comunicativa,
  • motoria e neuropsicomotoria,
  • cognitiva.

Ogni disabilità può essere riferita ad un problematica di tipo: genetico, congenito o acquisito.

Inoltre la disabiità – o il deficit  – può essere: permanente o transitoria, irreversibile o reversibile, ridubile, stazionaria o progressiva.

Non tutto può essere trattato con Interventi Assistiti dagli Animali (IAA), ma molteplici sono le patologie che possono beneficiare dell’aiuto di collaboratori a 4 zampe.

Le aree applicative della TAC sono:

  • Prematurità,
  • Disturbi della coordinazione motoria (impaccio, maldestrezza, goffaggine e disprassia),
  • Disturbi dello sviluppo (ritardo neuropsicomotorio etc.),
  • Disturbi dell’attenzione e iperattività (ADHD),
  • Disturbi dell’apprendimento (dislessia, discalculia e disgrafia),
  • Disturbi del linguaggio,
  • Disturbi generalizzati dello sviluppo (autismo e spettro autistico),
  • Disturbi della regolazione emotivo-comportamentale,
  • Disturbi neuromotori (paralisi cerebrali infantili e patologie ortopediche dell’età evolutiva),
  • Disturbi neurovisivi e visuo-percettivi,
  • Ritardo mentale,
  • Sindromi genetiche,
  • Deficit delle funzioni esecutive,
  • Patologie neuromuscolari (distrofia muscolare etc.).

Gli obiettivi della terapia assistita dal cavallo (TAC) sono:

  • Sviluppo e potenziamento muscolare: attraverso le diverse andature del cavallo e l’utilizzo di un’adeguata bardatura si può ottenere: regolarizzazione del tono muscolare, la mobilizzazione/stabilizzazione del bacino, la simmetrizzazione ed il controllo del tronco, il miglioramento delle reazioni di equilibrio (soprattutto in relazione alle modificazioni di andatura e di direzione), la riduzione dei movimenti involontari, allungamenti osteo-tendinei sia degli arti inferiori che degli arti superiori, potenziamento della coordinazione occhio-mano e del controllo posturale.
  • Orientamento spaziale: muoversi nelle quattro direzioni e raggiungere determinati punti che costituiscono uno schema geometrico, compiere linee rette, curve o sinusoidali, inducono una presa di coscienza di uno spostamento nello spazio e di un orientamento spazio-temporale.
  • Abilità visuo-spaziali: il cavalcare è dato dall’equilibrio di diversi organi: sistema vestibolare, sistema muscolare e sistema visivo che vengono sollecitati contemporaneamente.
  • Potenziamento dei canali comunicativi e relazionali: attraverso la TAC si vanno a potenziare sia le aree comunicative che relazionali, attraverso la relazione paziente-cavallo-operatore.
  • Socializzazione: l’importanza di utilizzare un setting non medicalizzato permette al paziente di non sentirsi giudicato e/o valutato ma di sentirsi parte di un contesto “sano” che va a potenziare la propria autostima e l’integrazione sociale. Anche il lavoro in gruppo è importante per sviluppare il senso del rispetto dei tempi e delle reattività degli altri che sono la base per il feedback, l’interazione, la reciprocità e, quindi, l’accettazione di tutte le dinamiche affettivi-relazionali.
  • Problem solving: è un’attività del pensiero che un organismo mette in atto per raggiungere una condizione desiderata a partire da una condizione data. Tale attività, nella TAC è quasi sempre stimolata, sia nel lavoro a terra che in sella.
Martina De Angelis CRE G. De Marco ONLUS
Martina De Angelis CRE G. De Marco ONLUS

L’approccio dell’equipe con il paziente è oggi strutturato nel rispetto delle pari opportunità, nella dimensione etica del miglior risultato nel più breve tempo possibile, e questo si verifica anche nella TAC, ove diversi professionisti colaborano per il raggiungimento del benessere del bambino.

In particolare con il mio gruppo, nel trattare i piccoli pazienti, ci muoviamo su 3 direttrici:

  • terapeutiche: stimolare la crescita personale e l’acquisizione dei pre-requisiti indispensabili per l’integrazione e l’inserimento sociale e che richiedono un’integrazione armonica e dinamica tra le emozioni, le pulsioni gli affetti e le capacità intellettive-cognitive.
  • riabilitative: indurre o ripristinare le capacità funzionali utili e necessarie per organizzare i sistemi adattativi e o equilibrativi, necessari nella relazione con gli oggetti della realtà.
  • educative: ridare al paziente la gioia di vivere che si fondamenta nell’autosoddisfazione, ma anche ne senso di sé e nell’autovalorizzazione e nell’integrazione sociale, intesa come elemento fondante della persona.

La seduta di TAC comprende anche il lavoro “a terra”, che consiste nella pulizia e nella bardatura del cavallo. Quest’attività è volta a potenziare le abilità prassiche, le funzioni esecutive e ad arricchire l’esperienza affettiva, attraverso il rapporto con l’animale. Considerato sotto questo profilo, il lavoro a terra diventa una parte importante del programma riabilitativo della TAC sia per quanto riguarda le disabilità fisiche che per quelle psichiche. Un intervento olistico-integrativo come quello della TAC prevede un coinvolgimento totale della persona, tenendo conto delle risposte emotive, dei vissuti affettivi, delle elaborazioni cognitive e delle relazioni interpersonali.

Iscriviti! A soli €60 al mese.
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In conclusione, ritengo dunque che un programma di Terapia Assistita dal Cavallo costituisca una pratica efficace e complementare nell’affrontare e riabilitare disabilità mentali, fisiche, cognitive e comportamentali, poichè prevede un coinvolgimento totale della persona.

Inoltre, potrebbe essere benefico implementare e diffondere la pratica della TAC presso istituti scolastici e comunità terapeutiche affinchè possano usufruirne un numero maggiore di pazienti.

 

                                                                                                                                 Dott.ssa Martina De Angelis                     NeuroPsicoMotricista dell’Età Evolutiva

Referente di Intervento TAA

(Terapia Assistita con gli Animali)

Martina De Angelis

Martina De Angelis Psicoterapeuta dell'Età Evolutiva | Responsabile delle Attività AAA e Referente di Intervento EAA. Ama i piccoli pazienti e i cavalli.... allora non poteva che collaborare con il nostro Centro di Riabilitazione Equestre

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