Volteggio Terapeutico: approccio riabilitativo di frontiera delle TAA

Filippo Lo Torto al CRE G. De Marco

Le Terapie Assistite da Animali (TAA) rappresentano, in Italia, un orizzonte terapeutico ancora poco esplorato che, finalmente riconosciuto nella sua validità ed utilità, sta per essere regolamentato.

Sono aperte le Iascizioni
Sono aperte le Iascizioni

TAA: di cosa parliamo

Tra le TAA la Terapia Assistita dal Cavallo (TAC), fino a ieri chiamata Riabilitazione Equestre (RE), rappresenta una tipologia di intervento complessa, che consente di agire su un ampio spettro di patologie e disagi, nonché su diverse aree d’intervento. Il Volteggio terapeutico rappresenta una declinazione particolare della TAC.

TAA: gli effetti positivi

Facendo un discorso generale e decisamente sintetico, gli effetti positivi della Terapia Assistita dal Cavallo consistono, in primo luogo:

  • in un miglioramento delle capacità affettivo – relazionali, reso possibile dal venire in contatto psicofisico con un essere (il cavallo) che non possiede strutture mentali di mediazione delle emozioni e che quindi consente un accesso diretto anche alle proprie emozioni.
  • Fiducia in sé e nell’altro ed autoefficacia sono fortemente influenzati dalla TAC.
  • Parallelamente avviene un progressivo arricchimento dello schema corporeo, con acquisizione di competenze spaziali, di motilità fine degli arti superiori, modificazione posturale, miglioramento nella gestione del proprio tempo.

TAA e Schema Corporeo

Lo schema corporeo è un argomento centrale, dato che è particolarmente coinvolto nell’attività del Volteggio e da essa ne può essere fortemente arricchito. Tale schema ha un substrato neurologico forte, dato che si compone di vere e proprie “mappe corporee” cerebrali: alcune parti della corteccia cerebrale corrispondono punto per punto alla topografia del corpo.

Queste mappe, integrandosi tra loro, in modalità complessa, ed arricchendosi delle afferenze percettive e motorie, sviluppano il senso fisico di sé, dalla progettazione e costruzione dei movimenti nello spazio, fino alla propria immagine corporea, aspetto centrale del Sé, quindi dei processi di auto consapevolezza ed autostima.

Il Volteggio Terapeutico
Il Volteggio Terapeutico

Lo schema corporeo, con le sue mappe, costruisce una parte primitiva e per questo fondamentale di quella struttura – processo integrato che è la persona (V.Ruggeri, 1987).

Ciò vuol dire che, se un approccio terapeutico e riabilitativo  lavora sullo schema corporeo,  non agisce esclusivamente su componenti motorie ma anche sulla percezione e sul concetto di sé.

Il Volteggio Terapeutico: approccio di frontiera

Il Volteggio terapeutico nelle TAA fa questo, ed in questo senso è un approccio di frontiera, supera il limite riabilitativo tra fisico e mentale, proprio dell’approccio biomedico, tra l’altro in un contesto strutturato caratterizzato dalla socializzazione nel gruppo. Dal biomedico con il Volteggio terapeutico si passa ad un vero e proprio approccio bio – psico – sociale.

Arriviamo ora a parlare del Volteggio Terapeutico. Ma cos’è il Volteggio?

Il volteggio consiste nell’eseguire evoluzioni sul dorso di un cavallo al passo o al galoppo a tempo di musica.

Il cavallo viene fatto girare in circolo alla longia (una corda lunga nove metri circa) dall’istruttore.

È uno sport completo che unisce la ginnastica artistica all’equitazione, conosciuto soprattutto nei paesi dell’Europa settentrionale, in Germania e Francia. Il volteggio a cavallo è una delle dieci specialità equestri riconosciute dalla Federazione Equestre Internazionale. A livello italiano invece non è molto popolare ma lo si può praticare in diversi maneggi, specialmente al nord.

La pratica del volteggio a cavallo si fa risalire al tempo degli antichi romani. Secondo quanto afferma Vergetius, il volteggio veniva praticato nel Campo di Marte per istruire ed allenare i futuri cavalieri. Questa disciplina veniva successivamente ripresa, specialmente in Francia, nelle scuole di cavalleria per affinare l’assetto e l’equilibrio dei soldati a cavallo, ottenendo poi la massima espressione nelle evoluzioni degli acrobati nei circhi equestri. Il cavallo galoppa in maniera regolare mentre uno o più atleti eseguono figure di vario genere, salendo in groppa e ridiscendendo con eleganza. Gli esercizi sono molteplici e gli atleti, nell’esecuzione degli stessi, ricercano costantemente l’equilibrio con l’animale, che si muove sotto di loro, e la sintonia con i compagni.

Il volteggio a cavallo può essere praticato fin dall’età di cinque anni e rappresenta una perfetta iniziazione alla pratica dell’equitazione vera e propria. Il cavallo deve possedere particolari qualità di equilibrio, calma e regolarità delle andature. Il volteggio è una disciplina che sviluppa lo spirito di squadra e consolida la fiducia fra compagni, aiuta a rendere il fisico elastico ed equilibrato e, anche se è uno sport ideale per i ragazzi, può essere praticato anche in età più matura.

Perché inserire il Volteggio a cavallo tra le iniziative proposte in un centro di Riabilitazione Equestre?

La risposta non credo sia scontata, dato che il suo utilizzo non è cosa comune dove si fa Ippoterapia.

L’utilizzo dell’attività del Volteggio a cavallo nel nostro Centro di Riabilitazione Equestre ha diverse finalità; con essa infatti:

  • Da un lato puntiamo a promuovere lo sviluppo di capacità individuali quali l’auto-consapevolezza corporea, la percezione del proprio corpo nello spazio, la capacità di gestire le proprie emozioni e l’auto-efficacia;
  • Da un altro lato puntiamo a promuovere lo sviluppo di quelle competenze affettivo – relazionali necessarie per una sana integrazione sociale, attraverso la costruzione di un setting di attività nel piccolo gruppo di pari caratterizzato da un clima di partecipazione collettiva e di condivisione dell’esperienza;
  • Cerchiamo altresì di presentare ai ragazzi l’attività del volteggio come un contesto di gioco strutturato, caratterizzato da regole fondanti una relazione sicura ed appagante con il cavallo.

L’organizzazione del lavoro

Per ognuno dei ragazzi ci si  focalizza sui punti di forza personali, cercando di potenziarli, e sui punti di debolezza, incentivando ognuno a cercare le proprie strategie per superare le difficoltà incontrate nello svolgimento degli esercizi di volteggio.

Ad esempio alcuni ragazzi sono stati accompagnati nella gestione di emozioni intense come l’ansia e la paura nell’entrare in relazione con il cavallo, altri la difficoltà di gestione del proprio corpo nello spazio, la coordinazione motoria e l’equilibrio sul cavallo in movimento, altri ancora l’impulsività incontrollata.

Il lavoro nel piccolo gruppo, inoltre, offre ai ragazzi la possibilità di imparare a collaborare al fine di raggiungere un obbiettivo comune, funziona da contenimento delle emozioni sgradevoli quali la paura ed il senso di mancanza di controllo che naturalmente sono stimolate dallo stare sopra un cavallo, consente il confronto e la condivisione dell’esperienza al fine di una costruzione comune dei significati, in ultima analisi aumenta il piacere e il benessere dei ragazzi.

Il Lavoro a Terra

Iniziamo l’attività con il riscaldamento a terra, tutti insieme in cerchio svolgiamo esercizi di psicomotricità, non soltanto per preparare il corpo all’attività a cavallo, ma soprattutto per centrarsi sul proprio corpo, per prestare attenzione al movimento del corpo nello spazio in modo da aumentare l’auto-consapevolezza corporea e la percezione dei propri confini psico – fisici.

Dopo i ragazzi si avvicinano al cavallo e lo salutano accarezzandolo. A turno, sia singolarmente che in coppia, salgono sul cavallo che si muove nel circolo e svolgono gli esercizi con il terapista al fianco, che si occupa di garantire la sicurezza, supervisionare l’esecuzione dei gesti, aiutare e correggere. L’attività è svolta prevalentemente al passo ed in alt, i più avanzati eseguono qualche esercizio al trotto.

I ragazzi che rimangono a terra nell’attesa del loro turno stanno al centro del circolo camminando lungo la longia, imitano il movimento degli arti anteriori del cavallo al passo, attività anche questa che migliora la configurazione dello schema corporeo e la coordinazione motoria attraverso il gioco.

Mentre camminano partecipano all’attività dei compagni che stanno sul cavallo proponendo gli esercizi, spiegando a chi ha difficoltà ad eseguirli come riuscire ed osservando i più avanzati nell’esecuzione degli esercizi più complessi. La partecipazione dei ragazzi è generalmente buona, resa esplicita dal piacere dimostrato nello svolgere tale attività e nell’impegno speso da tutti per cercare di far bene e migliorare.

 

                                                                                                                          Dott. Filippo Lo Torto

Psicologo – Psicoteraputa

Responsabile di Progetto IAA

Referente di Intervento IAA

CRE Girolamo de Marco Onlus

Filippo Lo Torto

Mi occupo inoltre di riabilitazione psichiatrica attraverso la TMC (Terapia a Mezzo Cavallo). Collaboro da oltre 10 anni con il “C.R.E. Girolamo de Marco ONLUS”, associazione nazionale no profit in partnership, da 25 anni, con Esercito Italiano e Polizia di Stato. Sono membro del “COMITATO DI PSICOLOGIA DELLO SPORT” dell’Ordine degli Psicologi Lazio. Gruppo di lavoro: sport, disabilità e integrazione.

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