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Il contatto che salva: quello con l’animale

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Il contatto che salva

Le restrizioni ambientali, sociali e psicologiche che si stanno verificando da un anno a questa parte, hanno imposto importanti cambiamenti nella routine e nelle abitudini quotidiane.

Quello che si sta sperimentando generalmente è la mancanza di contatto che appare essere un importante forma di contagio: l’altro non è più visto come un fratello, un amico, un conoscente, ma come una potenziale minaccia. In questo contesto si inserisce una preziosa eccezione, ovvero il rapporto tra uomo e animale, il contatto con quest’ultimo appare quasi salvifico, sicuro.

Durante gli Interventi Assistiti con gli Animali si assiste all’incontro tra cavallo e utente, carico di significato ed emozioni, un incontro in cui avviene una serie di scambi, affettivi, verbali, tattili, che favoriranno, o sfavoriranno, l’instaurarsi e il mantenersi della relazione. Il cavallo, per sua natura, è un animale sociale, allo stato brado vive in branco, il linguaggio con cui comunica con i suoi simili è molto complesso e prevalentemente corporeo. Di conseguenza non ci si può aspettare una diversa comunicazione con l’uomo, è quest’ultimo a doversi adattare e cercare di scendere a compromessi con l’animale, è necessario un nuovo canale comunicativo comune che possa star bene ed essere comprensibile ad entrambe le parti della relazione.

La stimolazione sensoriale coinvolge tutti i livelli, è visiva, ci si trova ad interagire in un contesto permeato di natura, animali, colori, la percezione dello spazio circostante declinato in varie forme.

  • Olfattiva odori diversi che, a volte, possono essere anche molto fastidiosi;
  • Uditiva l’abituarsi a suoni nuovi, particolari, riconoscere tra quelli emessi dal cavallo e infine tattile propria del contatto, inteso nel senso più stretto del termine, con il cavallo.
  • Tattile: Il sentire il suo manto, la morbidezza del pelo, il calore del suo corpo, ogni particolarità della sua morfologia.

Tramite il contatto, già da terra l’utente si troverà a vivere una serie di sollecitazioni emotive e affettive che andranno accolte, comprese e restituite in modo che la stimolazione tattile e motoria sia integrata con un incremento dello sviluppo cognitivo.

Una volta salito a cavallo,  lo stesso utente, è soggetto ad ulteriori stimolazioni motorie.

Il passo del cavallo, infatti attiva aree cerebrali coinvolte nella deambulazione, normalizzando il tono muscolare, sollecitando il sistema vestibolare e favorendo dunque l’equilibrio e propriocettivo (la propriocezione è la capacità si sentire e riconoscere il proprio corpo, lo stato di tensione dei muscoli, la posizione degli arti ad occhi chiusi)   garantendo una migliore integrazione delle informazioni sensoriali.

Vi sono diversi studi, in letteratura internazionale, secondo cui gli Interventi di Riabilitazione Equestre incrementerebbero la capacità dei soggetti con disturbo dello spettro autistico, di processare informazioni sensoriali.

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM-5) riporta tra i criteri dello Spettro, proprio una difficoltà nel processamento delle informazioni sensoriali che si esplicherebbe in tre modi:

  1. Iper-responsività,
  2. Ipo-responsività,
  3. Ricerca attiva e continua di stimoli sensoriali, con conseguente anomalia nel sentire il dolore.

La relazione instauratasi tra utente e animale, inoltre, permette di lavorare su più livelli favorendo anche il passaggio delle informazioni dall’animale a se stesso, avente come obiettivo finale un maggior grado di autonomia.

L’incontro con il cavallo, lo stabilirsi di un’importante connessione emotiva, empatica e relazionale garantisce benefici a livello globale, soprattutto in un periodo storico di deprivazione sensoriale e sociale come quello che sta interessando l’umanità oggi.

Antonella Mascia

Psicologa Referente Di intervento TAA/EAA”

 

Erica Simone

Sono un' appassionata di comunicazione, cultura e turismo e ho fatto delle mie passioni il mio lavoro. Mi piace viaggiare (come un po' a tutti forse), sperimentare sapori, confrontarmi sempre con persone da cui posso imparare qualcosa. Scrivo articoli di viaggi, destinazioni, sapori, odori, di musica, ma soprattutto di storie di uomini e donne e dei loro progetti. A volte scrivo con la penna (mi piace l'odore della carta!), ma sempre di più scrivo e comunico con i social: Twitter, Facebook, Instagram, Linkedin e - non solo - sono diventati i miei compagni di viaggio e le "notifiche" la colonna sonora delle mie giornate! erica.simone75@gmail.com

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